#VitaComune

Il progetto di ricerca annuale “Vita comune” che Odielle e l’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo di Milano realizzeranno a partire dal prossimo settembre 2019 grazie al contributo di Regione Lombardia, prende le mosse da alcune interessanti tendenze relative al rapporto tra giovani e Chiesa, emerse nel lavoro di ricerca condotto, negli anni precedenti, dall’Osservatorio Giovani nella sua costante attività di studio e monitoraggio delle giovani generazioni e dalla diocesi di Milano che attraverso il suo Servizio Giovani, in occasione del Sinodo Mondiale dei giovani, aveva realizzato con l’Università Cattolica il progetto di ricerca #Ti dico la mia. Queste indagini hanno messo a fuoco il desiderio, da parte dei giovani, di una Chiesa a forte trazione “sociale” vale a dire anzitutto di una Chiesa che, in un contesto segnato dalla profonda sfiducia nei confronti di tutte le istituzioni, torni a fare ciò che proprio le istituzioni dovrebbero fare per loro stessa natura, ovvero svolgere un’azione pro-sociale, dando una cornice di senso e risorse materiali a sostegno delle progettualità individuali. A questo si accompagna il desiderio, da parte dei giovani, di una Chiesa che sia in grado di fornire loro coordinate culturali ferme e sicure, che li aiuti non solo a leggere il complesso mondo contemporaneo, ma a trovare in esso il proprio posto. Che sappia esprimere una visione non tanto improntata al giudizio delle altre concezioni del mondo e della vita, ma che sia in grado di sostenere con forza e bellezza la propria proposta. I giovani si immaginano una Chiesa che vada incontro al loro bisogno di sentirsi accompagnati nel proprio percorso di inclusione e partecipazione alla società intera, soprattutto in un periodo in cui una società prestazionale e mossa da logiche e attori anzitutto economici accresce nella persona il senso di fragilità e di inadeguatezza, poiché priva il processo di crescita di un tempo adeguato alla maturazione dei talenti e non offre la possibilità di un cimento sereno.

Di qui il desiderio di una Chiesa, in primis locale, in dialogo con il proprio territorio, aperta al confronto e alla collaborazione con le altre istituzioni locali nella comune impresa di creare per loro concrete chances di vita e che sappia allo stesso tempo porsi come luogo accogliente, familiare, dove vivere e condividere autenticamente i propri valori e maturare senza affanni le proprie esperienze e i propri progetti di vita.

Ci si stupisce, forse, che al centro dell’immaginario giovanile sulla Chiesa il riferimento a istanze sociali e di innovazione sociale emerga in modo così deciso. Ma ci si dimentica, forse, che la sfida cui la Chiesa si trova oggi di fronte è a sua volta profondamente sociale perché anche la Pastorale deve far fronte alla necessità di doversi ripensare e reinventare a partire dalle trasformazioni che hanno interessato il tessuto sociale e le forme della vita collettiva, sempre più frammentate e meno comunitarie, che spesso coinvolgono in primis proprio i giovani. 

L’ipotesi da cui la presente ricerca prende le mosse è che le esperienze di vita comune, già presenti all’interno della Chiesa lombarda, possano essere il terreno di incontro tra le aspettative e i bisogni dei giovani che sopra abbiamo descritto e la necessità, da parte della Chiesa, di trovare nuove forme e nuove modalità di annuncio capaci di intercettare i loro vissuti e i loro progetti, obiettivo per il quale lo stesso Sinodo mondiale dei Giovani è stato fortemente voluto da Papa Francesco. Se, come le ricerche sui Millennials hanno insistentemente mostrato, le nuove generazioni sono caratterizzate da un forte senso del noi, da un desiderio di riconquista della dimensione collettiva che sfida l’individualismo della società dei consumi, la Chiesa non può non prendere in considerazione questa loro urgenza e divenire, insieme ai giovani, promotrice di nuove forme di legame sociale.   

Sulla scorta di questa ipotesi, l’indagine intende produrre anzitutto una mappatura o censimento delle esperienze di vita comune, temporanea e permanente, presenti nella Chiesa lombarda, per poi concentrarsi sullo studio approfondito di alcune esperienze di vita comune permanente.
Di queste si analizzeranno contestualmente diversi aspetti:
  1. le motivazioni che sottostanno alla scelta di farvi parte, le forme, le pratiche e le ritualità organizzative che scandiscono la vita di tali “comunità”
  2. il modo in cui la vita comune e la sfera spirituale si modellano reciprocamente;
  3. le potenzialità formative (con particolare riferimento a vocazione e discernimento), pastorali e pedagogiche della vita comune.