Cregrest 2011 / Battibaleno

T come Tema, T come Tempo
Il passato è nel presente. Il futuro è nelle nostre mani. Elie Wiesel

Passato prossimo
Il tempo che c’è
Diceva sant’Agostino: “Noi viviamo in contemporanea tre tempi: il presente del passato, che è la storia; il presente del presente, che è la visione; il presente del futuro che è l'attesa”. Nessuno di noi ha inventato il tempo. Ci è stato regalato. Un dono e un mistero: senza il tempo non potremmo fare l’esperienza della vita. E nel tempo, quasi senza accorgercene, mettiamo insieme aspetti molto più grandi di noi: la storia che ci ha preceduto, perché il tempo è iniziato molto prima di noi; il presente di cui abbiamo coscienza e nel quale vediamo le cose che sono; il futuro che è sogno, promessa e attesa che tutto si compia.

Quando abbiamo iniziato a esistere, il tempo è stato lento e lunghissimo: da soli, nel grembo della mamma ad aspettare di vedere la luce. Poi giorni, mesi, anni a lasciare che tutti facessero di noi quello che volevano: prenderci in braccio, baciarci, portarci dove non avremmo mai pensato. Quando abbiamo iniziato a capire qualcosa, ci siamo accorti che il tempo corre, scivola via. E ci siamo ritrovati a vivere di corsa, nell’epoca del “tutto e subito”. Ma le cose importanti della vita non funzionano così. C’è un tempo per attendere e l’attesa richiede pazienza. Dice una delle canzoni del Cre-Grest di quest’anno che “le cose più preziose van desiderate, col tempo e senza fretta, nel tempo aspettate. Crescere davvero è saper desiderare”. Lo sanno anche i bambini: quando si gioca il tempo scorre veloce; quando le cose sono difficili, il tempo è molto più lento. Dunque la percezione che ne ho è importante, è come se il tempo fosse un termometro e vale anche per i grandi. Il tempo ci dice chi siamo, dove stiamo andando e cosa stiamo cercando.